Attrezzature per solarium

-Testo tratto da “La parola all’esperto”
L’ABBRONZATURA INFORMA n.1 aprile 2007


Per saperne di più... la parola all’esperto!

Ingegner Tomaselli, si stanno diffondendo notizie poco incoraggianti sulla sicurezza  delle lampade abbronzanti. Qual è la situazione attuale?
Né più né meno quella dello scorso anno. In Italia, infatti, le lampade abbronzanti sono regolate dalla norma CEI EN 60335-2-27, sulla "Sicurezza degli impianti elettrici d’uso domestico e similare", che nella parte 2 - "Norme particolari per apparecchi per il trattamento della pelle con raggi ultravioletti ed infrarossi" - si occupa della sicurezza degli apparecchi elettrici che incorporano gli emettitori per l'esposizione della pelle alle radiazioni ultraviolette o infrarosse. In pratica la norma, fra i vari punti, definisce una classificazione, i criteri costruttivi entro i quali la macchina deve essere realizzata ed i requisiti per la sicurezza dell'utilizzatore finale. La presunzione di conformità delle lampade abbronzanti secondo la direttiva 2006/95/CE ex 73/23/CE richiede, infatti, il rispetto della norma sopra citata.

Che lei sappia, sono in previsione dei cambiamenti? E se sì, quali?
Nel giugno 2006 è stato espresso da parte del comitato scientifico europeo sui prodotti di consumo un’opinione tramite un documento scientifico, il cui nome abbreviato è SCCP. Tra le varie considerazioni contenute in questo documento si sono evidenziate alcune carenza normative. Una di queste è che in Italia ad oggi non è ben definito un limite massimo di irradianza* efficace, indipendentemente dalla classe di appartenenza della lampada abbronzante. Pertanto il comitato scientifico ha richiesto un limite massimo di 0,3W/m².
Affinché si possa attuare questo cambiamento, il comitato scientifico ha dato un anno di tempo agli enti preposti per la modifica delle normative vigenti.

Verrà quindi emanata una nuova normativa in Italia? E, se sì, quali saranno le tempistiche, secondo lei?
Direi proprio di sì. In teoria, se venissero rispettati i tempi, la nuova normativa europea dovrebbe essere pubblicata entro un anno dalla pubblicazione del documento SCCP, come richiesto dalla commissione scientifica.
Entro la fine del mese di marzo 2007 dovrebbe essere pubblicata la nuova edizione 4.2 della normativa 60335-2-27, ma, trattandosi di nuova edizione e non di revisione, si suppone non contenga le richieste formulate dalla SCCP.

Quali consigli si sente di dare agli addetti ai lavori, in questo periodo di transizione?
Sicuramente i macchinari da acquistare devono essere conformi alla direttiva vigente, ossia devono rispettare la direttiva 2006/95 /CE e la norma 60335-2-27 per la conformità CE. Inoltre consiglierei che i macchinari rispettino uno dei punti fondamentali sollevati dalla SCCP cioè un’irradianza efficace massima minore di 0,3W/m².


ESTRATTO DALLA DIRETTIVA EUROPEA

Un marchio, una garanzia.

Dalla Direttiva 2006/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006:
“Prima dell’immissione sul mercato, il materiale elettrico deve essere munito della marcatura CE stabilita dall’articolo 10, che attesta la conformità del materiale alle disposizioni della presente direttiva, compresa la valutazione della conformità (…).” L’articolo 10 dichiara che: “La marcatura CE di conformità (…) è apposta dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella comunità sul materiale elettrico o, se ciò non è possibile, sull’imballaggio, sulle avvertenze d’uso o sul certificato di garanzia, in modo visibile, facilmente leggibile e indelebile.”
La marcatura CE di conformità è accompagnata dalla Dichiarazione CE di conformità, che comprende:
- nome e indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità,
- descrizione del materiale elettrico,
- riferimento alle norme armonizzate,
- eventuale riferimento alle specifiche per le quali è dichiarata la conformità,
- identificazione del firmatario che ha il potere di impegnare il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità,
- le ultime due cifre dell’anno in cui è stata apposta la marcatura CE.

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